Finché Mario non ci separi

Uno degli aspetti che sto imparando ad apprezzare dell’età adulta – o qualsiasi cosa sia questa fase della vita in cui il mio unico asset è un abbonamento a Spotify Premium – è che provo sempre meno vergogna. Ansie sociali, segreti inconfessabili, lacune insormontabili stanno lentamente scendendo nella mia scala di priorità, il che non è un bene perché sono convinta che il pudore sia uno strumento molto utile, mentre la spontaneità è ampiamente sopravvalutata. Ciò detto mi è molto facile constatare i benefici dell’essere sempre più onesta, con me stessa e con gli altri, e del liberarmi un pezzetto alla volta del palo in culo che mi affligge da ventisette anni. Potrebbe sembrare che sto cercando di formulare qualcosa di profondo (o forse no, visto che ho appena scritto “palo in culo”), ma tutto questo preambolo in realtà era per ammettere che non mi perdo una puntata di Matrimonio a prima vista e forse dovrei vergognarmene, ma non lo faccio. Continua a leggere “Finché Mario non ci separi”