Cosa fanno le strafighe mentre noi donne normali le guardiamo?

Pubblicato su Domani l’11 novembre 2020.

Non sono il tipo di donna che ti gireresti a guardare per strada. Ho superato con disinvoltura un’adolescenza di tette piccole, busti ortopedici e denti storti, il peggio sarà passato, pensavo. Poi è arrivato Instagram e mentre mi barcameno con i patemi che da sempre mi sono più congeniali (sarò abbastanza intelligente? Abbastanza simpatica? Sarò stata troppo scortese con la signorina del call center? Mi odierà? Perché non ho detto al cameriere che ho trovato una caccola nel mio cocktail?) mi scopro sempre più ossessionata da culi lisci come la seta, pori invisibili, labbra turgide e parti del corpo di cui in tempi più semplici non conoscevo il nome (se non sapete cos’è l’arco di cupido, vi invidio). 

L’ossessione va di pari passo con il sottile ma rapido deperimento del mio corpo, che non è certo una sorpresa: le mie giornate si svolgono tra una sedia, un divano e un materasso e gli unici muscoli regolarmente esercitati sono quelli della mandibola per masticare, quelli dell’avambraccio per manovrare il cavatappi e quelli del pollice destro per scrollare immagini di femmine bellissime. Tutte queste femmine bellissime non sono lì per umiliarci, ma per venderci qualcosa. Prodotti di bellezza, principalmente, che io continuo a comprare con la granitica convinzione di essere a solo due gocce di siero di distanza dagli zigomi di Zoë Kravitz. Continua a leggere su Domani…

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