Vacuum Cleaner Sucks Up A Budgie

Ho trovato un monolocale che mi farà rimpiangere il cessososissimo Holly House Hotel. Sembra la casa in cui trovano il tipo morto in mezzo alle sue feci in Trainspotting. Ed è uno di quei posti che effettivamente ti invoglia a farti di eroina, se non altro per alterare la percezione del degrado da favela che hai intorno. Però in un certo senso è bellissimo. E’ a Camden, e Camden mi piace. Ha quell’aria da squat un po’ lurido, e gli squat un po’ luridi mi piacciono. Oggi lo ripuliscono e avrà un’aria da squat un po’ meno lurido, e gli squat un po’ meno luridi mi piacciono. Mi piacciono così tanto che mi ci trasferisco domani.

Domani inizio anche a lavorare. Sì, Culopeso Pilotti va a lavorare. Vabeh non vado a stringere bulloni in fabbrica però faccio un po’ di esperienza da ufficio e visto il futuro florido che mi si prefigura potrebbe essere la cosa migliore sul mio curriculum. Per sempre.

Sono passata davanti ad American Apparel e non sono entrata. Sono una persona forte.

Giulia

Bigmouth Strikes Again

Apprezzate che mi sia dileguata mestamente senza postare london calling su facebook e senza tenervi al corrente della mia imminente partenza con un conto alla rovescia (Londra -89 giorni!). Beh non mancano 89 giorni. Sono a Londra da poche ore e ho pensato bene di inaugurare il mio ennesimo blog (quarto? sono un’imbecille) per tenervi aggiornati per le prossime quattro settimane, anche se non ve ne frega un cazzo. Giustamente.

Dopo un’ora e mezza di pullman da Stansted a Victoria Station (viaggione per lo più in natura, in mezzo a paesaggi alla Pride and Prejudice) vi scrivo dalla mia umile dimora provvisoria. Ma umile davvero. Infatti, essendo io una persona estremamente organizzata, all’alba della mia partenza non avevo ancora un posto in cui dormire e ho dovuto temporeggiare prenotando per due notti una stanza nell’albergo più scrauso in città. Vi faccio l’elenco delle attrazioni/oscenità del magico Holly House Hotel:

-un conciérge indiano tabagista che continua a parlarmi in spagnolo credendo di parlare in italiano

-un vicino di stanza che sembra il negrone del miglio verde

-un frigobar, rigorosamente vuoto, che si accende a intermittenza emettendo il suono d’atterraggio dell’Enterprise

-una finestra sigillata (non da me) perchè comunicante con la stanza del negrone del miglio verde

-un ventilatorino sparapolvere, inadempiente pezza alla cappa di caldo provocata dall’impossibilità di aprire quella finestra

-un cessino che permette di lavarsi i denti, farsi la doccia, cagare, prendere i funghi ai piedi, tutto allo stesso tempo

-delle tende brutte

Ha un che di poetico tutto questo, mi sento in un lentissimo e alienante film della Coppola. Ma domani vado a vedere una casa.

A domani, con altre cazzatine by Pilotti

Giulia